Un salto ad Istanbul | Cosa fare in tre giorni

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La nostra mente è davvero straordinaria dobbiamo ammetterlo, è qualcosa di geniale. Tutto quello che riguarda la nostra vita viene creato partendo da un’idea che si installa nella nostra mente. È la nostra mente poi che decide di farlo diventare realtà oppure farla sparire inserendo quell’idea nei sogni nel cassetto, quelli che non vedranno mai la luce.

Quando idee abbiamo messo via?

Quanti viaggi rinviati per poi partire mai?

Ho almeno un milione di viaggi da fare che non ho messo nel cassetto ma che sono pianificati dentro la mia agenda, quella che io chiamo “L’agenda della visione”. Amo il processo di ogni viaggio, da come nasce a come diventa realtà. Ogni passo è divertente, anche quando pensiamo sia stressante. Perché alla fine di tutto tornare indietro e capire come hai potuto pianificare il tutto è il vero viaggio.

(Vi racconto la parte più interessante poi la parte più divertente se avrete la pazienza di leggere fino alla fine)

La Turchia è stato il viaggio che ho desiderato da sempre, qualcosa in quel luogo mi richiamava, come se a farlo fossero le mie origini. Ho sognato talmente tanto quel momento che quando arrivò il giorno avevo paura di aver confuso la realtà con i sogni, perché a dividerli c’è solo una linea sottile: noi. Ora che il viaggio mi aspettava non dovevo fare altro che sognare ad occhi aperti.

Primo giorno

Una cosa che avrei voluto vedere prima di partire è il documentario di nome Kedi. Parla del ruolo dei gatti nella città di Istanbul. È un documentario curioso che consiglio di vedere assolutamente perché spiega la città da un punto di vista molto differente e originale. L’ho guardato alla fine del mio viaggio e ho capito finalmente perché tutti i turchi amano i gatti e li trattano come se fossero delle divinità. Alle sette di sera sono già sul bus che mi porterà in città. Il biglietto del bus mi è  costato solo 15 lire, circa 3 euro. È divertente perché ho pagato con una banconota da 10 euro, e ho avuto il resto in lire. Sto andando in centro ma la verità è che ogni cinque minuti mi viene un dubbio se fosse il bus giusto. Mi sto guardando intorno cercando di catturare qualche segno che sono nella parte giusta della città ma tutto quello che riesco a vedere è l’immagine di Erdogan nelle strade. Sapevo che era popolare ma non fino a questo punto.

Arrivo al piazzale Taksim e alcuni ragazzi mi aiutano a capire come raggiungere la zona Galata. È figo come ogni volta che arrivi in una nuova città tu non sappia assolutamente nulla. Ogni città è nuova, non importa quanto tu abbia girato, arrivi sempre in una nuova città e riesci a perderti. Amo questa parte del viaggio. L’ostello è a due passi dalla torre Galata, se volete un punto strategico dove alloggiare per un paio di giorni la zona Galata è perfetta. Galata West Hostel, dove ho prenotato io, è davvero economico e ha una terrazza da dove poter ammirare la città e con lo sfondo lo stretto del Bosforo e la moschea blu. Da questo ostello è possibile raggiungere ogni attrazione della città.

Il grande Bazar

Il primo giorno l’ho dedicato ad esplorare la città e a capire come fanno i gatti ad ordinare quando entrano in un bar. Sono praticamente ovunque e a volte pretendono di avere il posto a sedere prima di te. Ho scoperto anche che il tè è gratis se ti siedi con le persone del posto. La prima cosa che fanno quando ti metti a parlare con loro è ordinarti un tè caldo con due zollette di zucchero appoggiate vicino al bicchiere. In un quartiere non turistico ho bevuto il mio primissimo tè turco, il secondo nel Gran bazar con il venditore di tappeti e il terzo mi è stato offerto da una persona conosciuta in centro per poi perdere il conto. È normale bere anche 10 tè al giorno, praticamente esiste in Turchia un mestiere in cui devi solo sostituire il bicchiere vuoto con uno pieno. Nei mercati puoi vedere persone che girano con un vassoio con un passo veloce.

Il Grand Bazar è il luogo ideale dove spendere il proprio pomeriggio. È il mercato più frequentato dove si può trovare di tutto, dal tè alle spezie per cucinare. A differenza del mercato delle spezie questo è molto più grande, per vederlo tutto hai bisogno di almeno un’ora e mezza. I colori mi ricordano il mercato di Marrakesh, quando i raggi filtrano dando un’atmosfera davvero unica da mille e una notte. Quando siete dentro non perdetevi i vari assaggi che vi vengono offerti dai negozianti. La sicurezza del posto è molto rigida, la si può vedere dai metal detector piazzati all’ingresso e alle guardie che fanno molta attenzione alle persone che entrato e quello che escono. La Turchia è una città molto sicura. Compro il tè al pompelmo e esco per godermi nuovamente la città.

A venti minuti a piedi dal Grand Bazar si può raggiungere la moschea di Sultan Ahmet, comunemente chiamata la moschea blu. Il momento migliore è il tardo pomeriggio quando il sole inizia a calare. Non è solo una moschea o monumento, è un’esperienza incredibile. E’ come se steste andando in un luogo di meditazione senza pagare assolutamente nulla. Entrare dentro e guardare verso l’alto da una sensazione di sollievo, una sensazione di benessere che difficilmente si riesce a percepire o trasmettere a parole. Non sto esagerando, in più l’adhãn da ancora l’idea di pace. Fuori c’è un giardino in cui potete gustarvi un succo d’arancia fresco a soli 5 lire (1 euro) e godervi il resto del vostro pomeriggio.

Sono le sette e ho assolutamente di rientrare nel mio ostello per farmi una doccia gelata e cambiarmi i pantaloni che ho strappato cercando di immortalare la mia foto del salto. Il suono dei gabbiani che mi accompagna nel tramonto mentre attraverso il ponte Galata è qualcosa di magico: un sogno lucido. Riesco a perdermi fissando tutto quello che ho intorno L’avevo detto che Istanbul è la mia città? Vi do un consiglio, nel tramonto cercate un posto in cui un artista di strada suona il Kanun (strumento cordofono a 78 corde della tradizione classica araba). Io l’ho sentito per caso nel sottopassaggio pedonale vicino al ponte Galata e mi sono dovuto fermare perché è pura poesia. È come se le parole prendessero vita e iniziassero ad accarezzare tutti i vostri sensi. Mi sono andato ad informare di che strumento si trattava perché non sapevo io nome e ora per un mese ascolto solo questa strumentazione. È rilassante.

Secondo giorno

Il miglior risveglio è una colazione abbondante in centro da Sirin Firin, a due passi dalla torre di Galata. È posto davvero figo che prepara le migliori colazioni che si possano assaggiare ad Istanbul. A dir la verità ci sono andato verso le undici ed è come si avessi collazionato e pranzato in un unico pasto. Il tè non deve assolutamente mancare, accompagnato da Baklava e Borek. Non chiedetemi cosa contengono, ordinate e basta. So solo che il Baklava è il dolce più mieloso che abbia assaggiato invece il Borek è un salato a base di spinaci. Con questa colazione potete dimenticarvi di avere uno stomaco fino a tardo pomeriggio, ve lo assicuro. Anche Cyndy, la ragazza a cui ho scritto una canzone sui gatti, lo conferma.

A mezzogiorno prendo un traghetto che mi porta ad un’isola che si trova nella parte asiatica della città, ad un’ora in mezza di distanza. Da quello che mi hanno suggerito dovrebbe essere un paradiso in mezzo al mar di Marmara e, io non me lo faccio ripetere due volte. Spendo 15 lire sia per l’andata e il ritorno. Una cosa molto curiosità è che nell’isola non esistono macchine, solo scooter elettrici, bici e carri trainati da cavalli. Per raggiungere le spiagge bisogna noleggiare una bici o prendere un tuk tuk elettrico che secondo me è la miglior opzione.

L’isola si chiama Prince island e ho preferito girarla a piedi per esplorarla meglio. Ci sono diverse spiagge, tutte a pagamento. Sono tutte davvero ideali per rinfrescarsi, rilassarsi e passare il proprio tempo nuotando. L’unica cosa che cambia tra una spiaggia ed un’altra è il prezzo, io ne ho scelta una al costo di 24 Lire (circa 5 euro) facendomi offrire due tè. Il centro è molto piccolo e concentrato. Il tempo ideale per stare qui è un paio di ore giusto per rilassarsi e fare il bagno. Vi consiglio il pomeriggio per poi riprendere il traghetto per Istanbul assaggiando un tè caldo al tramonto sul mare. Le persone qui sono davvero cordiali e sorridenti, non so se perché in me vedono un viso famigliare o semplicemente amino i turisti.

La sera Istanbul offre un sacco di alternative di locali. Basta veramente uscire e raggiungere la strada Istiklal e scegliere quello che vi ispira di più. Ci sono alcuni pub davvero interessanti dove ascoltare musica dal vivo mentre si beve qualcosa. Non sono un tipo molto festaiolo ma i locali qui mi hanno attirato ed è andata a finire che tornavo a letto sempre a tarda ora. Mangiare per le strade della città sembra invocarmi ricordi del passato, forse sono stato qui una vita fa. Queste strade sembrano famigliari per me, è davvero surreale l’atmosfera che si respira in giro per la città di sera. Tutto contribuisce a darti la miglior esperienza: le persone, i suoni della strada, i colori, i profumi e tutto quello che ti circonda. E’ un’esperienza polaroid dal vivo, ricordi indelebili. Quando visitare la città cercatela di viverla attraverso tutti i sensi perché è il miglior modo per vivere questa città

Terzo Giorno

I musei non non mi hanno mai attirato più di tanto però mi sento di consigliarvi due fantastici posti davvero interessanti che vi piaceranno sicuramente. Il primo è il museo degli innocenti, il secondo è la Basilica cisterna.

La storia del museo degli innocenti è davvero curiosa ed intrigante. È un intero museo dedicato ad una storia d’amore. Non una qualsiasi ma dedicata agli oggetti rubati nel corso degli anni da un uomo, Orhan Pamuk, alla donna che amava ma che ha deciso di sposare un alto. Ogni oggetto all’interno del museo ha una data precisa con una frase che l’accompagna. Sembra quasi una cosa da psicopatici, lo ammetto l’ho pensato anche io, ma vi posso assicurare che una volta capito tutta la storia d’amore rimarrete stupiti. Non voglio spoilerarvi nulla, vi posso solo dire che se deciderete di entrare e noleggiare l’audio capirete meglio ogni parte della storia. Sono rimasto quasi due ore all’interno e non mi sono stancato.

Al di fuori del museo c’è un negozio d’antiquariato. Non so se è un posto strategico per vendere di più ma a me ha intrigato. Perché sembra che i due edifici siano complementari. Nel museo capisci che ogni oggetto usato ha una storia da raccontare, ogni oggetto ha un’anima rinchiusa all’interno. Invece nell’altro negozio vedi gli oggetti che hanno bisogno di essere raccontati ma che purtroppo non c’è nessuno che l’abbia fatto. Tutto questo mi ha affascinato. Sono le 30 lire spese più spese in un museo della mia vita.

La basilica cinterna è una cisterna sommersa che presenta uno scenario suggestivo. Reso ancora più magico dalla colonna sonora di sottofondo, sembra di essere in un set cinematografico. Il costo del biglietto è di 20 lire (4 euro) e vi porta via solamente venti minuti massimo. Il gioco di luce e l’atmosfera suffusa è un’esperienza che va provata, inoltre non è impegnativo come luogo. Se avete anche il tempo di leggere un po’ di storia del luogo capirete quanto è affascinante. Sono rimasto colpito dalle due teste di medusa che reggono le ultime due colonne. Nessuno sa per quale motivo e come siano giunte a qui. Se avete una mezz’ora di tempo libero la consiglio vivamente perché è a due passi da Santa Sofia. inoltre sul mio canale youtube spiego meglio la storia del luogo perché tra i miei posti preferiti della città.

Il tramonto ad Istanbul

Il tramonto è una delle cose che adoro osservare e fotografare in ogni mio viaggio. Adoro il colore della luce che scende sulla città per poi spegnersi. È curioso come a casa non badi molto al tramonto e questa voglia di assaporare ogni secondo della giornata si accenda. L’ho sempre detto che dovrei vivere in viaggio. Magari scrivere racconti e condividere esperienze che mi riempiono. Sono sicuro che avrei molto su cui scrivere. Camminare o fermarsi a prendersi il tè vicino al ponte Galata è qualcosa di magico. Non c’è bisogno di mettere la musica perché la città è un concerto a cielo aperto e i gabbiani dirigono questo spettacolo. L’arancione colora la città e della vecchia Costantinopoli e tutto è perfetto. Vi consiglio di dedicare un tramonto in questa zona, non vi dico altro. Fidatevi.

Ogni angolo della città è un punto da esplorare, se avete più di due giorni ad Istanbul e volete esplorare un punto molto rilassante vi consiglio il parco Gülhane vicino al palazzo Topkapi che però non ho visitato. Il parco è molto grande e curato. Può essere un punto ideale per consumare un pasto tra la visita di un posto e l’altro. È frequentato molto anche dalle persone sul posto e direi che è l’ideale per riposare un po’.

L’ultimo giorno ad Istanbul l’ho dedicato ad esplorare punti non turistici della città come il quartiere Fatih, l’acquedotto di Valente e altre poche zone poche conosciute con l’obiettivo di fare qualche scatto interessante per instagram.

È buffo il fatto che certe avventure siano destinate per i momenti giusti. Se anticipassimo o ritardassimo un viaggio ci troveremo ad aver fatto esperienze e conosciute persone totalmente diverse. Amo questa parte del viaggio e il fatto che le coincidenze ci diano nuovi stimoli e ci facciamo vivere come dovremmo. Sono sempre più convinto che il tutto sia un film e noi siamo i protagonisti della nostra vita. Dovremmo sempre seguire il nostro istinto perché è lì che si nascondela voce bassa del registra. Dovremmo ascoltare quella voce interna che ci dice di partire perché i veri registri non pronunciano la parola Ciak.

La parte divertente dell’avventura

È lunedì, dopo aver rimandato per molto tempo il mio viaggio dei sogni: Istanbul, decido che era giunto il momento di partire. Apro e visito Edreams. La data perfetta è per il 20 giugno, periodo ideale per un giro in moto e mongolfiera. Il tempo è perfetto per Istanbul e Göreme (a Cappadocia). Sono carico e felice. 🍀

Click… prenotato. La sera dopo un giro veloce su internet vado a letto. Il telefono suona. Mi avvisa che ho un volo domani. No, aspetta un attimo. Come domani? Ho prenotato il 20 di giugno, mica marzo. Mi sveglio di scatto e controllo. No, è proprio marzo.

| Momento di riflessione | 

Zu pensa. Pensa. Pensa. F**k it. Parto lo stesso. Mi alzo preparando la mia canon e il resto. Ho i vestiti a lavare, F**k. Il mio passaporto devo ritirarlo, F**k. Ho un paio di cose in sospeso, F**k.
Sono le due e mezza passate.

|Momento di riflessione |

Metto i un sacco i vestiti da portare a lavare il mattino presto e guardo gli orari per ritirare il passaporto. Forse riesco a farcela. Metto a caricare le batterie di tutta l’elettronica da portarmi dietro. Ho un sacco di cose da fare e ho pure sonno. Sono preoccupato e ho una confusione in testa che non riesco a mettere nulla a fuoco.

Mi arrendo.

Mi sa che non riesco a farcela. Il mio volo alitalia è verso le 13 e non credo di farcela. Chiamo l’assistenza alitalia per spostare i voli. Devo pagare una penale, F**k.

Ho appena bruciato il budget della mongolfiera e noleggio moto.

Ps. Alla fine, sono riuscito a partire il 20 giugno e fare la mongolfiera ma non noleggiare la moto. Qui l’articolo: Il mio volo in Mongolfiera.

Be inspired | Hasta luego

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