Sono i libri a scegliere da chi essere letti

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E’ sabato sera, sono quasi le due e non riesco a prendere sonno, sinceramente non ci ho nemmeno provato. Lol. Questa è  una di quelle serate giuste per rimanere a casa, magari a finire di scrivere qualche vecchio articolo, che non ho avuto modo di finire per qualche incomprensibile motivo… 🙂

Avevo cominciato un paio di giorni fa un articolo su come per caso ci troviamo a leggere libri che sembrano appartenerci, scritti su misura con parole studiate a tavolino e preparate per noi. Mi capita spesso di finire i libri e chiedermi se è un caso che abbia letto quel libro, o semplicemente se il libro mi abbia scelto. Rimango sempre più convinto che siano i libri a sceglierci perché vogliono trasmetterci qualcosa. Sì, perché leggere non è semplicemente un passatempo, ma è un viaggio all’interno di noi stessi, quasi come uno specchio che ci svela un’altra luce e un’altra prospettiva. (E poco importa se non leggi, probabilmente i libri non hanno trovato nulla di interessante per poterti scegliere)

genovaIo, soprattutto quando mi trovo a leggere, voglio che il libro mi rimanga più impresso, un’esperienza da portarsi negli anni, come un tatuaggio nella mia mente. Per cui leggo soprattutto quando mi trovo in un’altra città, quando assaporo nuovi momenti, quando mi trovo lontano da casa. Voglio che quando guardo la copertina di un libro che ho letto mi ricordi il sapore di quell’istante mentre assaporavo il cappuccino nell’attesa di un messaggio mentre ero 200 Km lontano da casa, in un bar accogliente nel centro, a due passi dal porto. Voglio che mi ricordi l’aria e il vento mentre ero seduto su una panchina del porto di Genova, spensierato e isolato dal mondo, con le cuffie ad ascoltare Einaudi che mi suggerisce pensieri nuovi. Voglio che mi ricordi il viaggio di Casablanca all’ultimo momento perché avevo voglia di vedere persone che non vedevo da una vita. Voglio che mi possa tirare fuori una serie di ricordi e immagini associate al momento in cui ho letto il libro, e possa farti dire “Che figata quel libro”. Solo in questo modo credo il libro valga la pena di essere letto.

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Ammetto che l’ultimo libro, “L’ombra del vento”, non me lo sia goduto fino in fondo, semplicemente perché non ho fatto nulla di particolarmente nuovo. La lettura è stata scorrevole e molto piacevole, ma non ha preso il gusto di tutte le altre letture fatte nell’ultimo anno. Se dovessi tirare fuori un ricordo di questo libro, potrei raccontare passo per passo tutto il libro fino all’epilogo, ma nulla che possa ricordami fra un paio di mesi.

Intanto ho già acquistato il mio prossimo libro e preparato la nuova tappa di lettura….

Fatti scegliere dai migliori libri 🙂

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