Il mio primo FESTIVAL

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Musica che risuona in camera. Il sole si è già alzato da un po, mi chiedo come abbia questa energia senza prendere nemmeno una tazza di caffè. Puntuale e deciso. Splende e ci vuole decisi un pò come lui. Ci guarda dall’alto o forse non sa nemmeno della nostra esistenza. I kings of convenience  mi ripetono più volte di non preoccuparmene e di continuare a danzare: i’d rather dance with youi’d rather dance with you.

Il suono della chitarra mi riporta indietro di un paio di giorni, giusto per staccarmi un po dal mondo. Sono a Vialfrè ad Ivrea, da qualche parte a Torino. Non ho avuto ancora il tempo di controllare sul GPS dove sta, del resto non è che mi importi molto. Sono arrivato da poco e l’ambiente è già familiare. Pensare di quanta “preoccupazione” c’è nel partire da solo, anche questa volta. La buca del giorno precedente è già stata rimpiazzata. Ho chiesto a me stesso se volessi accompagnarmi. Mi sono guardato con un grosso sorriso, accettando in maniera quasi sorpresa di avermi invitato.

Festival Apolide 2016

002La bucket list è ancora lunga, molto lunga. Ma posso già togliere l’esperienza di un vero Festival. Tenda, musica e spensieratezza. È quasi magica l’aria che si respira. Il suono delle chitarre acustiche nell’aria: estensione della voce della natura. Il tempo si fa più lento lasciando assorbire piano piano tutto ciò che ci circonda. Piano piano le tende prendono posto togliendo le barriere che ci separano nel conoscere nuove persone. La notte è già scesa da un pezzo e la luna ci fissa dall’alto, come tutte le sere. Come per dirci: ”ci sono anche io”.

Scendo a prendere familiarità con l’ambiente dopo aver bevuto qualcosina. Mi ricordo solo ora che è Giovedì (28 luglio) e la persona per cui ho fatta tanta strada non sarà qui fino a domani. Reggio EmiliaIvrea. 280 km, non male. Non male. Mi mescolo all’ambiente sotto il palco dove spunta una voce un po insolita. Non è il mio genere, ovvio, ma mi soffermo ad ascoltare qualcuno di nome Calcutta fino a ché gli Aucan non lo sostituiscono scacciando tutta la malinconia con energia pura. Questi spaccano mi ripeto nella mia mente. Musica elettronica che si mescola con chitarre dal vivo. Tutto ciò che mi circonda; ci circonda in questo momento è dettato dal ritmo della batteria che tiene il ritmo.  Ore 01.00 mi avvicino al backstage per rubare uno scatto con loro e complimentarmi, o forse sto solo eseguendo un test per capire come entrare la sera seguente a vedere LEI. Missione testing riuscita.

  • Hi guys, i fucking love your music!!! Can i….?

Neanche il tempo di finire la frase che mi bloccano dicendomi che sono italiani. Mmm. Ottimo, non devo nemmeno sforzami a far finta di parlare bene l’inglese.

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Sorridete – Ciak

Il mattino è già qui. Puntuale come al solito. In giornate come queste è un vero peccato non svegliarsi presto e godersi una passeggiata in mezzo alla natura. Qualche cinguettio da qui e la, come colonna sonora di questo magnifico Venerdì, 29 luglio. Le tende sono silenziose, ancora per un po. In giro si sente già l’odore del caffè e qualche moka che gorgoglia felicemente. Ne bevo un goccio offertomi da qualcuno per poi scendere a farmi la doccia, la prima della giornata (ne seguiranno altre due durante il giorno).

Il mattino è già qui. Colazione fatta e ora sembra tutto più vivo. L’ambiente si riempe in fretta. Gli speaker ci trasmettono il loro allegro umore. Deejay che riempe l’aria con nuovi suoni e mix. Gente che si rilassa tra un massaggio e una birra. Gente che si improvvisa giocoliere e tenta di imparare l’arte d’improvvisare. Io che non capisco come equilibrarmi su una corda: slackline; pure il nome mi sembra difficile da pronunciare. Accetto volentieri qualche consiglio prima di mettermi a camminare da una parte all’altra. Scopro che per riuscirci basta svuotare la propria mente. Tutto qui?

0031Prendo tutto quello che la mia mente visualizza: ricordi, esperienze, pensieri… e decido di sigillarli e renderli quasi trasparenti, dopo averli sistemati da qualche parte giusto per farmi tenere in equilibrio.

Il mattino è uno spettacolo. Il viaggio, le scoperte, il mondo che ci circonda. La vita non sta nell’arrivare alla meta ma nell’assaporare il percorso, me ne rendo conto su un filo d’acciaio, dove mi equilibrio con la vita. Fissare un obiettivo, non farsi distrarre. Non farsi distrarre. Non farsi di distrarre. Da nulla.

Intorno abbiamo persone che ci osservano, chi da lontano, chi da vicino gridando il nostro nome incoraggiandoci a non mollare. Il filo trema, la sensazione di mettersi in equilibrio nuovamente senza cadere è bellissima. Siamo il nulla. La testa non pensa. Nulla in mente. L’universo che la riempe della sua polvere galattica che non pesa.

Siamo ispirati. Possiamo ispirare.

E’ ormai passata l’ora del pranzo. Un panino al volo come recita qualche pubblicità vecchia di qualche anno. Sono da poco passate le quattro, sento nell’aria la sua voce. Starà sicuramente facendo il mic check!!! Mi cambio al volo e decido di dirigermi verso il palco tra mille pensieri che si fanno spazio fra di loro cercando di uscire dalla mia testa.

WhatsApp Image 2016-08-26 at 12.22.51La vedo e rimango “fulminato”. Canta con l’aria spensierata; Makeba. Occhiali neri scuri e capelli lisci al vento. Una dea in miniatura.

La guardo di nuovo e mi sciolgo come un gelato al sole sull’asfalto in autostrada, in un giorno qualsiasi di Agosto in Africa. Potevano benissimo raccogliermi con una pala e mettermi in frigorifero per almeno un paio d’ore. Mic check e lei svanisce da qualche parte dietro il backstage. Ho bisogno assolutamente di vederla di nuovo e parlarci, almeno due parole. Che posso inventarmi? Certo!!! Sono bravo a scrivere, ho bisogno assolutamente di scrivere qualcosa.

Spotify con il suo album Zanaka nelle cuffie e mi faccio trasportare dall’ispirazione. Ma poi sono davvero sicuro che leggerà questo? Non ho voglio sinceramente di pensare a questo, per ora. Mi metto a scrivere poi al resto ci pensa il caso…

The morning is merveilleux. The sun. The wind. The trees when they dance, you trying to imitate theme. The eyes of un unknow girl in the station while talking with her friends, shining eyes without realizing it.

The morning is merveilleux. Backpack full of everything: my life. Memories in a reflex. A pillow to lean under the stars.

The morning is merveilleux. The wind that shakes me when I try to wake up, still looking out: new adventure.

The morning is merveilleux. A cup of coffee. Thoughts carefree running without direction. The memories that resurface snatching a sincere smile.

The morning is merveilleux. The music. Your fear words. Your world on the stage. Your eyes that send out the universe.

The morning is merveilleux. See you dancing with the wind. The Africa inside you, you transmit it to everyone. The rhythm of drums that not abandon you.

The morning is merveilleux. The music. Your world. The world belongs to you.

La caligrafia non è una delle migliori, decido di impegnarmi almeno questa volta usando lo stesso impegno per la traduzione dall’italiano all’inglese. Missione compiuta!!! Conservo il testo in tasca e mi dirigo verso la seconda doccia della giornata.

Ovunque mi giri al Festival facce amiche e sorridi pieni di vita. È come se stessimo in un mondo apparte. Detta così potrebbe sembrare banale e quasi ovvio il clima, ma siamo veramente dentro una bolla e il tempo prende il suo tempo per scorrere più piano e farci assaporare i momenti che vanno veramente vissuti. Mi fermo a giocare a badminton e poi trovarmi in mezzo ad un torneo di Freesby. In palio una birra fresca. Un attimo, esistono davvero tornei di freesby?

Tennis Lifeszu

Secondi classificati e ci portiamo a casa una piccola spilla. Quella di cui il mio zaino ha bisogno. Sono le otto e mezzo ed è ora della terza doccia. Non vorrai mica incontrare Jain in queste condizioni?

La sera è già calata e promette già bene. Questo artista è nuovo per me e già mi gasa. Dovrebbe  essere Cosmo ed è da queste parti. Per quanto il suo stile si avvicina al mio, potrei averli scritti io i suoi pezzi. Si scherza ovviamente.

Sono le 00.00 in punto e io sono in prima fila. Gli ultimi ritocchi ed ecco l’entrata in scena. Suoni afro e lei che entra quasi in punta di piedi, timidamente si avvicina al microfono e inizia la performance. 40 minuti di puro spettacolo. L’ambiente è energico e carico. Tutti saltano persino chi non la conosce. È giunto il momento della verità. Come faccio a vederla ora da più vicino. Il testing di una sera fa ha funzionato quindi dovrebbe essere facile. Naaaaah. Devo inventarmi altro…

Una ragazza mi conferma che non funziona, e aspettare dalla porta del backstage è inutile: “Lei non uscirà di qui, dovresti andare dall’altra parte. Magari da lì è più probabile che…”.

0027Seguo il consiglio e aspetto dalla parte opposta. La intravedo che cammina da qualche parte nel basktage. Il mio francese non è il massimo, anzi, è veramente pessimo. “Hey Jeanne, une photo, s’il tu plaît”. Mi vede e corre saltellando sulle punte verso la parte opposta mettendomi in confusione. 5 secondi e ritorna accompagnata da un tizio che immagino sia una specie di bodyguard. “Pfff, per fortuna non è il suo ragazzo…”

Mi apre e mi invita ad entrare. E’ tutto vero? Era così semplice? gli occhi quasi gli brillano e sorride dicendomi qualcosa in francese. (Jeanne, tutto quello che so dire è mercì hihihi).

Cerco di mettere frasi di senso compiuto in inglese per trasmettere le mie emozioni e cercando di far arrivare il mio massaggio in maniera chiara. Ha intuito e mi continua a ringraziare con un timido mercì. La macchina fotografica continua a scattare foto scure, cerco di impostare in fretta eppure poco fa ero capace di sistemarla. Riprovo e credo di esserci riuscito. Un po scura ma va bene. Prima di dimenticarmi decido di tirare fuori il testo scritto quello stesso pomeriggio e giustificandomi degli errori. Del resto l’avevo scritto in un paio di minuti e tradotto velocemente. Un altro dolce mercì e mi allontano quasi in aria, pochi centimentri sopra il suolo.

Song Mood: Makeba – Jain

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La notte è la compagna ideale per noi. Prende vita e si colora tenendoci compagnia fino all’alba. In qualche angolo musica reggae che ci ricorda che siamo spiriti liberi, di non preoccuparci e di continuare a danzare spensierati. Il domani verrà lo stesso sia che lo vogliamo o meno. Vivere il momento, assorbire la sua ninfa come un’ape con il fiore. Dall’altra parte artisti che si alternano fra i vari palchi in giro per il Festival.

Il sabato è già qui. Il tempo è magnifico e con tutte le attività da fare qui ad Apolide ho cambiato idea sul tornare a casa oggi. L’organizzazione è eccezionale. Il posto. L’ambiente e tutto lo staff che è riuscito ad organizzare un evento così fuori dal comune. Sono stati quattro giorni vissuti appieno che mi ricorderò per un bel pò. (A fine luglio del 2017 saprò già come impegnarlo).

0034Anche la domenica è qui. Ho la memoria che non va. Bisogna per forza passare per la notte tra una giornata e l’altra?E’ un dettaglio che mi ero quasi scordato. E’ tutto così maledettamente veloce che nemmeno tirando il freno d’emergenza si riesce a rallentare. Me ne faccio una ragione gustandomi un buon caffè di prima mattina per poi tornare a casa. E’ tutto così perfetto che svanisce in un lampo lasciando ricordi che rivivrò riguardando le foto…

Foto del Festival

Mini After Movie dell’evento

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